Prezzi a persona. N.B. Nelle camere con prezzo per camera, ho diviso per il numero di persone (2)
VOLO A/R (Bologna-Roma-Tokyo/Osaka-Roma-Bologna) = circa 450€
JAPAN RAIL PASS = circa 250€
METRO TOKYO = circa 25€
TAXI = circa 30€
Hotel Tokyo - Grand Prince Hotel Akasaka = 260€
Ryokan Nikko - Annex Turtle Hotori An = 49€
Ryokan Takayama - Tanabe = 146€
Ryokan Kyoto - Nishitomiya = 130€
Hotel Kyoto - Granvia = 180€
TOTALE ALLOGGI = 765€
CIBO/BEVANDE = circa 275€
TICKET ATTRAZIONI = circa 35€
SOUVENIR = circa 100€
CD MUSICALI = circa 70€
TOTALE = circa 2000€
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venerdì 18 giugno 2010
Giappone: Costo del Viaggio
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Giappone: Viaggio di ritorno
Svegliarsi presto, tonti, con la consapevolezza di terminare un sogno di due settimane è una sensazione strana. Sai che devi farlo per forza e che se ci pensi troppo rischi di rimanere lì e perdere l'aereo, quindi vai avanti di inerzia, spinto dal senso di dovere.
Mi ricordo abbastanza poco del viaggio (breve) Kyoto-Osaka, se non la parte finale, quella da Osaka città all'aereoporto situato su un'isola artificiale costruita appositamente. Mi ricordo poco, forse perchè in quel momento avevo la testa immersa nei ricordi dei giorni precedenti.
Mentre passiamo sul ponte riesco solo ad ammirare per la prima volta il mare giapponese, che diciamocela, non è fra le cose più caratteristiche del Giappone, almeno ad Osaka.

L'areoporto è iperfuturistico, ordinato, pulito. Dopo aver fatto il check-in andiamo direttamente nella zona d'attesa del nostro gate (ci abbiam messo un po' ad arrivarci), ma siamo decisamente in anticipo. Non ci resta che aspettare, fissando la tv, come se fosse l'ultima cosa che ci potesse far capire di essere ancora in Giappone.

Pensare di avere davanti 13-14 ore di viaggio per andare via da un posto così bello metteva grande tristezza....ma c'era poco da fare. Saliamo sull'aereo e iniziamo a vedere un po' di film che l'Alitalia ci proponeva: Il curioso caso di Benjamin Button, The International e The Millionaire e un film con Samuel L. Jackson che faceva il poliziotto rompipalle con una coppia di vicini appena arrivati nel quartiere. Tutti film nuovi che non avevo mai visto prima e che quindi inevitabilmente se mai li riguarderò mi faranno pensare al Giappone.
Il viaggio di ritorno, seppur lungo, scorre via più facilmente e velocemente di quello di andata.
L'arrivo a Roma è stato traumatico: erano bastate due settimane per farci abituare alla gentilezza, alla pulizia, al rispetto, e alla sicurezza che si respirava in Giappone...tutte cose scomparse di colpo appena messo piede in quel di Fiumicino... anche solo il passaporto: l'arigato con inchino e sorriso si è trasformato in "paf" del passaporto sulla mano e chiacchera del controllore con il collega a fianco...
Dopo circa 1-2 orette all'areoporto di Roma prendiamo l'aereo per Bologna...tutto era finito.
Mi ricordo abbastanza poco del viaggio (breve) Kyoto-Osaka, se non la parte finale, quella da Osaka città all'aereoporto situato su un'isola artificiale costruita appositamente. Mi ricordo poco, forse perchè in quel momento avevo la testa immersa nei ricordi dei giorni precedenti.
Mentre passiamo sul ponte riesco solo ad ammirare per la prima volta il mare giapponese, che diciamocela, non è fra le cose più caratteristiche del Giappone, almeno ad Osaka.
L'areoporto è iperfuturistico, ordinato, pulito. Dopo aver fatto il check-in andiamo direttamente nella zona d'attesa del nostro gate (ci abbiam messo un po' ad arrivarci), ma siamo decisamente in anticipo. Non ci resta che aspettare, fissando la tv, come se fosse l'ultima cosa che ci potesse far capire di essere ancora in Giappone.
Pensare di avere davanti 13-14 ore di viaggio per andare via da un posto così bello metteva grande tristezza....ma c'era poco da fare. Saliamo sull'aereo e iniziamo a vedere un po' di film che l'Alitalia ci proponeva: Il curioso caso di Benjamin Button, The International e The Millionaire e un film con Samuel L. Jackson che faceva il poliziotto rompipalle con una coppia di vicini appena arrivati nel quartiere. Tutti film nuovi che non avevo mai visto prima e che quindi inevitabilmente se mai li riguarderò mi faranno pensare al Giappone.
Il viaggio di ritorno, seppur lungo, scorre via più facilmente e velocemente di quello di andata.
L'arrivo a Roma è stato traumatico: erano bastate due settimane per farci abituare alla gentilezza, alla pulizia, al rispetto, e alla sicurezza che si respirava in Giappone...tutte cose scomparse di colpo appena messo piede in quel di Fiumicino... anche solo il passaporto: l'arigato con inchino e sorriso si è trasformato in "paf" del passaporto sulla mano e chiacchera del controllore con il collega a fianco...
Dopo circa 1-2 orette all'areoporto di Roma prendiamo l'aereo per Bologna...tutto era finito.
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lunedì 7 giugno 2010
Giappone: Viaggio di andata
Il biglietto areo l'abbiamo acquistato circa 1 mese e mezzo prima della partenza. Per fortuna c'era un'offerta incredibile dell'Alitalia ad un prezzo di appena 450€ (andata e ritorno). Come si direbbe dalle mie parti... una bazzona!
La sera prima della partenza pensavo di non riuscire ad addormentarmi, ed invece (il sonno non mi manca mai) mi sono svegliato dopo una bella dormita in compagnia della mia (al momento ex) ragazza. Sveglia molto presto e intontimento a livelli assurdi, sembrava di essere in un sogno anche solo nello scendere le scale di casa...atmosfera strana. Valige pronte...si esce.
Non ero mai stato in aereoporto (Marconi di Bologna) e già quello per me era una cosa nuova, sicuramente meno di quello che mi attendeva: il viaggio in aereo. Ebbene sì, in 24 anni di vita non avevo mai messo piede in aereo (il che era intuibile dato che ho appena detto di non essere mai stato in aereoporto..vabbeh...). Il check-in, la fila per i controlli... stare attento a tutto, valigie, marsupio..documenti... CALDO!!! Prima della partenza l'ansia era a mille.
La prima parte del viaggio era la tratta Bologna-Roma. Nei film ho sempre visto questi aerei enormi e quindi la prima impressione è stata quella di trovarmi in un aereo minuscolo, nonostante fosse almeno almeno da 100 posti. La tensione prima di partire era tanta...addirittura seguivo attentamente quello che la hostes diceva, leggevo il manualino...tutte cose che, immagino, non fa nessuno dopo qualche volta che è stato in aereo.
Gli sbalzi di pressione, le curve e tutto il resto le sentivo un bel po', ma almeno sono riuscito a vedere dall'oblò-finestrino buona parte dell'Italia centrale da una prospettiva unica...non c'è Google Maps che tenga...
Arrivato all'aereoporto di Roma (Fiumicino) dovevo aspettare due ore per prendere il volo per Tokyo. Due ore ovviamente passate in aereoporto in compagnia di un'aria condizionata (forse) un po troppo forte. Nel gate di partenza pochi Italiani e tantissimi Giapponesi, soprattutto i classici turisti di età avanzata con capellino e macchina fotografica al seguito.

Dopo qualche giro ripetuto più volte attorno ai negozi di quella zona d'areoporto (con la voglia di prendere un maglioncino per l'aria condizionata), l'aereo era finalmente pronto. Mi ricordo che mi colpì il fatto che dessero dei quotidiani da leggere appena prima di salire sull'aereo.
Questo sì che era un aereo come si deve, bello spazioso. Prima sorpresa negativa: nel momento della prenotazione online avevo messo una preferenza di cibo, pensando che fosse una cosa normale ed invece mi han fatto passare per vegetariano o qualcosa del genere...poco male, avrei mangiato lo stesso poco o nulla di quello che mi avrebbero portato.
C'era un minimonitor dove si potevano vedere film e fare altro, ma per problemi di telecomando o altro al momento non ricordo di aver visto qualche film in particolare (cosa che invece ricordo bene del viaggio di ritorno). Mi ricordo bene i minuti e le ore passate a fissare il megamonitor con il tragitto... non finiva più!!!
La cosa più pesante è quando, dopo 6 ore di viaggio, ti accorgi di essere solo a metà e che davanti a te ti aspetta altrettando. Era una sensazione abbastanza avvilente, se non fosse che all'arrivo ci aspettava il Giappone. Ah, una cosa...la Russia fa davvero paura (complici alcune turbolenze sui monti Urali)...non finisce più!! E mentre ci voli sopra pensi alla desolazione di quelle terre dove c'è una città ogni "chissàquanto" chilometri. Quando sei lì non vedi l'ora che sullo schermo si veda il blù del mare del Giappone, perchè sai che una volta lì è quasi tutto finito. Quasi, perchè anche l'avvicinamento a Tokyo non è immediato, ma almeno è "distratto" dai questionari che devono essere compilati prima di atterrare. Alcune cose non erano chiare...erano molto più chiare le "punizioni" che venivano inflitte a chi dichiarava il falso.
Atterrati a Narita (l'areoporto di Tokyo che dista qualche decina di Km dal centro città). Prima di partire mi ero ripromesso che appena sceso dall'areo, mi sarei inchinato e avrei baciato l'asfalto Giapponese, come se fosse un pianete diverso. Ovviamente all'ultimo mi sono trattenuto, anche per non fare la solita figura dell'italiano, notando da subito quanto ordine ci fosse, già dai primi passi sul suolo nipponico.
Durante il volo, con l'aria condizionata a manetta e poco da mettermi addosso (per fortuna davano le copertine...ma non era abbastanza) avevo preso freddo e avevo una minima sensazione di febbre. Per questo arrivati nella zona in cui, attraverso una speciale telecamera, controllano se hai la febbre o meno (era anche il periodo iniziale dell'influenza suina...figuriamoci) mi era salito il panico.. e ora? se ho la febbre? che fanno?? non mi fanno entrare?? Per fortuna tutto liscio. I controlli sono tanti, rigorosi ma allo stesso tempo iper-gentili. Ci sono forze dell'ordine in ogni angolo (molti con mascherina annessa) e l'impressione è abbastanza strana (soprattutto per un' Italiano..), una sensazione come di protezione e sicurezza. Sicuramente da ricordare il fatto che prima di poter entrare nella zona di ritiro valige ti fanno una sorta di "riconoscimento" per il Giappone. Ti fanno una foto e ci mettono come sfondo alcuni luoghi tipici del Giappone (mt. Fuji ecc..). Ora non ricordo se si potesse scegliere...non credo.
Passata quella zona si entra nella zona del ritiro delle valige. La cosa che salta subito all'occhio (o meglio all'orecchio) è l'assoluto silenzio che avvolge tutto. Sarà che era un momento in cui c'era poca gente (solo il nostro volo mi pare)...però...
Appena prese le valige bisogna passare da un'altro controllo, dove se necessario, aprono le valige. Il controllore (in una postazione tipo cassiera del supermercato) chiede, indicando un foglio, se portiamo materiale pericoloso...armi, coltelli, droga ecc.. La mia (ex) ragazza (che d'ora in avanti chiamerò E) alla domanda del controllore non è riuscita a trattenere una risatina, forse per l'emozione... non l'avesse mai fatto. Ha dovuto aprire la valigia :D.
Superato questo piacevole "ostacolo" ci si trova in una sorta di hall... e qui iniziano i problemi... E adesso???
La sera prima della partenza pensavo di non riuscire ad addormentarmi, ed invece (il sonno non mi manca mai) mi sono svegliato dopo una bella dormita in compagnia della mia (al momento ex) ragazza. Sveglia molto presto e intontimento a livelli assurdi, sembrava di essere in un sogno anche solo nello scendere le scale di casa...atmosfera strana. Valige pronte...si esce.
Non ero mai stato in aereoporto (Marconi di Bologna) e già quello per me era una cosa nuova, sicuramente meno di quello che mi attendeva: il viaggio in aereo. Ebbene sì, in 24 anni di vita non avevo mai messo piede in aereo (il che era intuibile dato che ho appena detto di non essere mai stato in aereoporto..vabbeh...). Il check-in, la fila per i controlli... stare attento a tutto, valigie, marsupio..documenti... CALDO!!! Prima della partenza l'ansia era a mille.
La prima parte del viaggio era la tratta Bologna-Roma. Nei film ho sempre visto questi aerei enormi e quindi la prima impressione è stata quella di trovarmi in un aereo minuscolo, nonostante fosse almeno almeno da 100 posti. La tensione prima di partire era tanta...addirittura seguivo attentamente quello che la hostes diceva, leggevo il manualino...tutte cose che, immagino, non fa nessuno dopo qualche volta che è stato in aereo.
Gli sbalzi di pressione, le curve e tutto il resto le sentivo un bel po', ma almeno sono riuscito a vedere dall'oblò-finestrino buona parte dell'Italia centrale da una prospettiva unica...non c'è Google Maps che tenga...
Arrivato all'aereoporto di Roma (Fiumicino) dovevo aspettare due ore per prendere il volo per Tokyo. Due ore ovviamente passate in aereoporto in compagnia di un'aria condizionata (forse) un po troppo forte. Nel gate di partenza pochi Italiani e tantissimi Giapponesi, soprattutto i classici turisti di età avanzata con capellino e macchina fotografica al seguito.
Dopo qualche giro ripetuto più volte attorno ai negozi di quella zona d'areoporto (con la voglia di prendere un maglioncino per l'aria condizionata), l'aereo era finalmente pronto. Mi ricordo che mi colpì il fatto che dessero dei quotidiani da leggere appena prima di salire sull'aereo.
Questo sì che era un aereo come si deve, bello spazioso. Prima sorpresa negativa: nel momento della prenotazione online avevo messo una preferenza di cibo, pensando che fosse una cosa normale ed invece mi han fatto passare per vegetariano o qualcosa del genere...poco male, avrei mangiato lo stesso poco o nulla di quello che mi avrebbero portato.
C'era un minimonitor dove si potevano vedere film e fare altro, ma per problemi di telecomando o altro al momento non ricordo di aver visto qualche film in particolare (cosa che invece ricordo bene del viaggio di ritorno). Mi ricordo bene i minuti e le ore passate a fissare il megamonitor con il tragitto... non finiva più!!!
La cosa più pesante è quando, dopo 6 ore di viaggio, ti accorgi di essere solo a metà e che davanti a te ti aspetta altrettando. Era una sensazione abbastanza avvilente, se non fosse che all'arrivo ci aspettava il Giappone. Ah, una cosa...la Russia fa davvero paura (complici alcune turbolenze sui monti Urali)...non finisce più!! E mentre ci voli sopra pensi alla desolazione di quelle terre dove c'è una città ogni "chissàquanto" chilometri. Quando sei lì non vedi l'ora che sullo schermo si veda il blù del mare del Giappone, perchè sai che una volta lì è quasi tutto finito. Quasi, perchè anche l'avvicinamento a Tokyo non è immediato, ma almeno è "distratto" dai questionari che devono essere compilati prima di atterrare. Alcune cose non erano chiare...erano molto più chiare le "punizioni" che venivano inflitte a chi dichiarava il falso.
Atterrati a Narita (l'areoporto di Tokyo che dista qualche decina di Km dal centro città). Prima di partire mi ero ripromesso che appena sceso dall'areo, mi sarei inchinato e avrei baciato l'asfalto Giapponese, come se fosse un pianete diverso. Ovviamente all'ultimo mi sono trattenuto, anche per non fare la solita figura dell'italiano, notando da subito quanto ordine ci fosse, già dai primi passi sul suolo nipponico.
Durante il volo, con l'aria condizionata a manetta e poco da mettermi addosso (per fortuna davano le copertine...ma non era abbastanza) avevo preso freddo e avevo una minima sensazione di febbre. Per questo arrivati nella zona in cui, attraverso una speciale telecamera, controllano se hai la febbre o meno (era anche il periodo iniziale dell'influenza suina...figuriamoci) mi era salito il panico.. e ora? se ho la febbre? che fanno?? non mi fanno entrare?? Per fortuna tutto liscio. I controlli sono tanti, rigorosi ma allo stesso tempo iper-gentili. Ci sono forze dell'ordine in ogni angolo (molti con mascherina annessa) e l'impressione è abbastanza strana (soprattutto per un' Italiano..), una sensazione come di protezione e sicurezza. Sicuramente da ricordare il fatto che prima di poter entrare nella zona di ritiro valige ti fanno una sorta di "riconoscimento" per il Giappone. Ti fanno una foto e ci mettono come sfondo alcuni luoghi tipici del Giappone (mt. Fuji ecc..). Ora non ricordo se si potesse scegliere...non credo.
Passata quella zona si entra nella zona del ritiro delle valige. La cosa che salta subito all'occhio (o meglio all'orecchio) è l'assoluto silenzio che avvolge tutto. Sarà che era un momento in cui c'era poca gente (solo il nostro volo mi pare)...però...
Appena prese le valige bisogna passare da un'altro controllo, dove se necessario, aprono le valige. Il controllore (in una postazione tipo cassiera del supermercato) chiede, indicando un foglio, se portiamo materiale pericoloso...armi, coltelli, droga ecc.. La mia (ex) ragazza (che d'ora in avanti chiamerò E) alla domanda del controllore non è riuscita a trattenere una risatina, forse per l'emozione... non l'avesse mai fatto. Ha dovuto aprire la valigia :D.
Superato questo piacevole "ostacolo" ci si trova in una sorta di hall... e qui iniziano i problemi... E adesso???
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